mercoledì 12 maggio 2010

Supernatural Activity - Capitolo 2 - Ma a London c'è il mio amico London!!


Riassunto delle puntate precedenti:
Jean-Claude, accompagnato da un Asher non precisamente di buonumore, gli confessa che presto leverà le tende e se ne andrà a Londra. Il buonumore di Asher non subisce grosse variazioni alla notizia, almeno apparentemente, e il vampiro una volta esaurito il suo incarico di fattorino si nasconde in un angolo a borbottare improperi. Jean-Claude, convocato alla corte di Belle che gli rimette ufficialmente tutti i suoi peccati e amen, vorrebbe chiedere alla principe il permesso di trasferirsi nel kiss di Londra e mandare tutti a fanculo, ma Belle lo tiene sulla graticola. Rumba e samba sfrenati non riescono a distrarre il nostro povero Jean-Claude dalla sua ossessione: alzare i tacchi...


Colonna sonora


La musica accompagnò quelle ore allucinogene. Il clima era molto diverso dalla sera prima, perché tutti sembravano aver capito che almeno fino alla prossima cazzata se volevano scoparsi Jean-Claude dovevano provare a convincerlo, e lui si divertì abbastanza a non reprimere più la repulsione che provava per ognuno di quegli esseri che, appena poche ore prima, non si erano fatto alcuno scrupolo a servirsi di lui come fosse la più squallida delle prostitute. Cosa che in effetti era, ma squallida? Mai, ah!
Asher non aveva abbandonato un secondo la grande finestra che dava sul giardino, il bicchiere sempre pieno e lo sguardo perso nel vuoto, nel tentativo costante di annoiarsi un po' meno immaginando storie di alieni e voltandosi dall'altra parte tutte le volte (ogni cinque minuti) che Jean-Claude cercava di guardarlo.
Era chiaro che entrambi si stavano tirando due palle così: la riuscita di un ricevimento dipende anche dalla compagnia.
Un battito di mani richiamò il silenzio: la musica cessò e tutti gli invitati si raccolsero attorno a Belle, seduta comodamente sul suo trono. “Amici miei.” Esordì a voce alta. “Mi auguro che la nottata sia stata di vostro gradimento.” Un coro Sissignora si levò dalla massa. “A questo punto credo che lascerò al nostro ospite la facoltà di dire quello che si tiene da tutta la sera. Giusto Jean Claude?”
Il vampiro si avvicinò e si inchinò ai piedi della Master. “Mia signora. Vi… come dire… ringrazio… forse… umilmente per tutto ciò che… ecco… che avete fatto per me. Non merito tanta… ehm... benevolenza.”
“Già: sei un bel pirla, e meno male che quello col cervello eri tu. In ogni caso siamo tutti contenti di riaverti tra noi a far finta di essere una persona. Sì, so che è una balla e che ti preferivamo da oggetto, si chiamano frasi fatte, ma tanto per me non cambia niente; e voglio sperare che il sentimento sia reciproco, scemo come sei potresti aver gradito di più il prima della cura.”
“Senza alcun dubbio, vostra altezza.” Confermò restando a capo chino. Un groppo alla gola gli bloccava le parole e i suoi battiti erano talmente impetuosi che sembrava rimbombassero in tutta la sala.
“Hai qualcosa di furbo da dire?” Lo incalzò lei guardando l'orologio.
Jean Claude sollevò il viso e la guardò con occhi imploranti. “Mia signora. Come vi ho già accennato, il Master di Londra ha accettato la mia richiesta e mi attende per unirmi al suo Kiss.” Il boato di disapprovazione gli tuonò in testa come una martellata.
Fece un sospiro e continuò. “Vi ho servito più o meno fedelmente e vi sono infinitamente grato per avermi dato un tetto sulla testa, dei vestiti da sera e un tozzo di sangue in tutti questi anni. Ora chiedo il permesso di lasciare questo posto di merda.”
Ogni essere presente rimase impietrito; non si sentì un suono né un fiato, tutti sospesi ad attendere la risposta di Belle Morte. La Master si adagiò comodamente e sorrise. “Col cazzo. E stavolta vuol dire N O!!!" Poi sussurrò a mezza bocca "Sorridi, Jean, sei su candid camera".
Un silenzio ancora più pesante accompagnò il suono di quelle parole, interrotto da una risatina infantile subito soffocata. Jean Claude spalancò gli occhi stravolto e quasi svenne. La guardò come se lei lo avesse appena infilzato con una lancia nel culo e con quella si stesse divertendo a pescargli il cuore. Ogni cosa cominciò a girare e il vampiro si girò a vomitare in un angolo. Poi si mise a biascicare: “Belle ....” Si sforzò di essere più coerente e un po' più lecchino. “Mia signora, te ne prego. Non puoi ...” Con il viso inondato di lacrime, cercò di mettere a fuoco la figura innanzi a sé che scattò in piedi.
“Non posso?” Tuonò. La folla scappò a distanza di sicurezza, se mai ce n'era una. Belle si impuntò ritta e impettita di fronte al vampiro che giaceva ancora ai suoi piedi, con i suoi occhi blu ora lucidi e sperduti in quelli incazzatissimi ma anche un po' strafottenti del suo boss.
A pochi passi da loro, Asher assisteva sconvolto alla scena: come al solito sentiva le scimmie urlatrici nel cervello di Jean Claude come fossero sue, e il loro modo di suonare i piatti era tremendo.
Una risata di pura malvagità lacerò il silenzio che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di violare nemmeno con un alito.
"Non posso? Figlio mio, mi pareva di essere nell'ordine il tuo Principe, il capo della tua linea di sangue, il capo del Consiglio, la madre di tua madre… cos'ho dimenticato? Ah, sì, io sono grande tu sei piccolo, io sono intelligente tu sei scemo, io ho ragione tu hai torto.” Esordì lei contando sulle dita e ululando "Muahahahahahahahah" come una pazza per dimostrare chi comandava “Scusa ma credevi davvero che avrei potuto acconsentire a un progetto così delirante? Cazzo, a Londra c'è Dracula, che lo sanno tutti che è pazzo. Per non parlare di London: mica vorrai parlare con London che vive a London, è troppo stupido. E Requiem? E se poi ti contamina con le sue poesie sifilitiche? Figa ma te lo scordi alla velocità della luce.”
“Ma Belle...”
“SILENZIO, Cristo santo” gridò “Ma qua mi prendi per scema o cosa? L'esercitino privato di vampiri strafighi bellemortiani venduti agli sporchi inglesi, scherziamo proprio. L'ultima che c'ha provato, quella troia della Lighy, che nome volgare, suona come Lecciso, l'ho fatta a pezzi con le mie manine sante e c'ho anche goduto. No, forse ho goduto di più per la faccia da culo di Requiem. Ma comunque scordatelo, se scappi di nuovo sei morto, se ti lamenti sei morto, se mi proponi un'altra città sei morto. M'hai rotto le palle. Punto. E levatevi tutti dai coglioni." Belle cadde sulla sedia e tese automaticamente la mano verso Musette, che era già pronta a passarle un purino di 10 centimetri e a mettersi una cornice intorno alla testa, prendendo il ruolo di… "Specchio specchio delle mie brame chi è la più troia del reame?"
"Dubbio alcuno mia vagina non c’è, la più troia del reame di sicuro sei te."
"Che faccio, li ammazzo ora o tra cinque minuti?"
"Mia regina della vagina, sangue freddo!" consigliò Musette baciandole la suola delle scarpe prima di ritirarsi.
Jean Claude non riusciva a muoversi: aveva gli occhi fuori sede e un saporaccio di acido in bocca. Per la seconda volta, nel giro di poche ore, gli avevano tirato in testa qualcosa di troppo grosso, e Belle aveva urlato così forte da lasciargli il ronzio nelle orecchie. Come se non bastasse, Asher gli stava alle spalle come un boia, fingendo indifferenza e disprezzo per la novità.
Sembrava che la ganja stesse facendo effetto: Belle si stravaccò nel trono con una gamba sul bracciolo. "Oh, sì, non ho ancora finito con voi. Oddio, che frase da film. Bè, allora siete contenti? Hai visto Ashy che l'ho tenuto qui, questo stronzetto che voleva mollarci di nuovo? Sìsì, lo so, non capisce niente, non ci ama, che te lo dico a fare?" Non solo la ganja aveva fatto effetto, di più! e la vampira andava a ruota libera "Jean, stupida troia, non penserai mica che io resti sul serio da sola con questo cesso qua, vero? E' brutto e cattivo e mi fa paura".
Jean-Claude sputò con precauzione e trovò la forza di protestare "Ma lui è bello dentro! E anche fuori… comunque… cioè sbav"
"Ma sei fuori? E’ un pazzo, corrotto, sadico figlio di puttana!!! Mmmm… mi sto eccitando, forse dovrei dargli una seconda possibilità…ma che cazzo dico? Asher è stato eletto Mr. Vamp_splendente@sexy.com per ventenni filati prima che arrivassi tu e quella buzzicozza di Julianna o come cazzo si chiamava. Me l’avete rovinato! Irrimediabilmente! Definitivamente! Inesorabilmente! Che schifo, ecco. Ladri."
"Continuate pure a parlare come se io non ci fossi." sbottò Asher.
E infatti era quello che gli altri due pensavano di fare. "Il minimo che puoi fare è tenertelo e portarlo fuori tutte le mattine!"
"Non sono un cane!"
"Ma non mi vuole!"
"Addestralo! Tiragli un’osso, spulcialo, dagli un biscotto, fagli un pompino, fai quel che vuoi, ma toglilo dalla mia vista!"
"AU! Morde!"
"E siccome sono magnanima e ieri mi avete fatto divertire più di Sentieri vi farò anche un regalo."
"Ti prego Belle, il mio culo si deve ancora riprendere dalla festa di commiato che mi hai così gentilmente elargito. Basta il pensiero."
"Zitto idiota che cambio idea e ti faccio impalare a te sulla fontana del salone, e a lui ce lo puccio dentro per il tallone, ma nell'acquasanta!!! Vi do una settimana di vacanza: fate pure quel che più vi aggrada."
Jean-Claude quasi sorrise "Posso fare il bagno?"
Asher ringhiò "Posso concentrarmi sul mio dolore?" Belle chiuse gli occhi, desiderando come non mai di aprire una gelateria in Giamaica. "Musette? Dov’è il mio chilum? Una dose! Ho bisogno di una dose!"



3 commenti:

Morgana ha detto...

Cattive, cattive, cattive!!! La mia Belle è meno bastarda e anche meno sboccata, ecco. Cmq questo capitolo è scritto in maniera così follemente surreale che non si può non ridere, nonostante le disgrazie che si abbattono sui vampirelli:ma non avete alcuna pietà per quei poveri piccoli? :(

Ricciolineri ha detto...

NOOOOOOOOOOOOOOOOOO! LOL

Flora ha detto...

Pietà? Perchè dovremmo? Tanto poi rigenerano, e poi sono loro che vogliono essere picchiati, gli piace...